Le urla della Meloni contro Giuseppe Conte

Le urla, gli insulti, le bugie, la recita mal eseguita a base di rabbia e indignazione, l’aggressività totale ed ingiustificata, contro un Presidente, Giuseppe Conte, che ha riportato in alto il buon nome dell’Italia nel mondo (al contrario di quello sotto il quale lei servì condiscendente votando ogni legge ad personam) e ci ha guidato in modo esemplare attraverso la tempesta di quel Covid19 che lei e Matteo Salvini descrivono come inesistente, favola per bambini, quando si tratta di portare a Roma migliaia di manifestanti in spregio al lockdown e alle terapie intensive intasate. 
Salvo poi dipingerlo come apocalisse portata dai migranti. 

Montecitorio ha dovuto sorbirsi l’ennesimo sproloquio insensato che ha trovato dall’altra parte un muro fatto di diritto, eloquenza, educazione, rispetto delle istituzioni.

Giorgia Meloni può forse pensare di sembrare forte, o di mettere paura. 

La realtà è che l’unica che ha paura è lei, lei che di fronte all’efficienza e lungimiranza di questo governo altro non ha che appellarsi alle fobie e peggiori istinti dell’animo umano.

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