Il reddito di cittadinanza per far ripartire il lavoro

Reddito di cittadinanza M5S

Come ogni fine settimana rientro sui territori per confrontarmi con i cittadini e informarli su quanto accade a Roma.

Nella riunione di eri nello spazio 5 Stelle a Castellammare di Stabia, mi sono state poste delle domande sul reddito di cittadinanza. Ecco come funzionerà!

Il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale ma un passo avanti per far ripartire l’economia e il lavoro!

In Italia ci sono più di 5 milioni di persone in povertà assoluta, sono famiglie che non arrivano a fine mese.

I disoccupati hanno bisogno di un incentivo per reinserirsi nel mondo del lavoro: col reddito di cittadinanza ripartiremo dai centri per l’impiego che saranno operativi, promuoveremo dei corsi di formazione e chi non accetterà i lavori che gli verranno proposti perderà il sussidio.

Il reddito di cittadinanza è una misura strutturale che produce effetti positivi per l’economia sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta.

Il reddito di cittadinanza infatti permette non soltanto di abbattere la povertà e le disuguaglianze, ma anche e soprattutto di riqualificare la forza lavoro: in Italia, oltre ai 2,8 milioni di disoccupati ufficiali, ci sono 3 milioni di lavoratori “scoraggiati” che l’Istat considera come forze di lavoro potenziali.

reddito di cittadinanza 5 stellePermettendo a molti di questi lavoratori di formarsi tramite i centri per l’impiego che riformeremo, aumentiamo la produttività del lavoro ed il nostro PIL potenziale, rispondendo anche alla necessità sollevata dal Pilastro europeo dei diritti sociali siglato nel 2017, che richiede a tutti i paesi europei di dotarsi dello strumento del reddito di cittadinanza.

Dal lato della domanda, il reddito di cittadinanza produce effetti positivi sui consumi e gli investimenti perché aumenta il potere d’acquisto di coloro che ne hanno maggiormente bisogno e che hanno una maggiore propensione al consumo, innescando un virtuoso processo di crescita.

Il moltiplicatore medio della spesa pubblica italiana, secondo diverse stime prodotte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si colloca intorno all’unità e ciò significa che nel tempo il reddito di cittadinanza è in grado di autofinanziarsi: inoltre, dal momento che la spesa viene indirizzata laddove è maggiormente in grado di produrre consumi, il moltiplicatore può essere rivisto al rialzo.

La spesa necessaria per finanziare il reddito di cittadinanza, poi, non si traduce esclusivamente in spesa per consumi, ma migliora le aspettative delle imprese ed è perciò in grado di indurre una maggiore crescita degli investimenti.

Assieme alle tutele fornite dal decreto dignità, inoltre, puntiamo a conseguire un modello di sviluppo basato sulla stabilità dei consumi e che induca le imprese a competere non sulla compressione dei costi del lavoro, bensì sulla qualità e l’innovazione tecnologica che le enormi forze creative del Paese sono in grado di generare.

Condividete, lo devono sapere tutti!

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi