Decreto Milleproroghe, il mio intervento in Aula

Risolvere il nodo del Milleproroghe sarà il primo passo per utilizzare al meglio le risorse dei contribuenti, spostandole da voci di spesa inefficienti ad altre di riconosciuta utilità sociale.

A pochi mesi dall’insediamento del nuovo Parlamento, ci troviamo ad affrontare il Decreto Milleproroghe.

Non appartiene al nostro modus operandi, procedere di rinvio in rinvio, come accaduto per anni.

Tuttavia siamo costretti ad ereditare dai precedenti governi una serie di questioni continuamente rinviate e irrisolte, le quali ci apprestiamo ad affrontare con grande decisione.

Sappiamo bene che in passato il Milleproroghe è stato utilizzato dai partiti come mezzo per favorire direttamente e indirettamente clientele e gruppi di interesse.

Prassi comune, era infatti, inserire nel Decreto nefandezze di ogni genere per ingraziarsi lobby e avvantaggiare gli amici degli amici.

Il Milleproroghe negli scorsi anni è stato il simbolo di una visione miope della politica e di una grave carenza di progettualità che ha penalizzato in modo sistematico il Paese.

In questo Decreto abbiamo cercato di affrontare le pesanti eredità del passato, cominciando a valorizzare le esigenze dei cittadini, raccogliendo le loro istanze e facendo prevalere l’interesse pubblico su quello di parte.

Il mio intervento in Aula:

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